Quest’oggi parleremo di cibo per la mente: non si tratta di un concetto, bensì di alimentazione in senso stretto. Mangiare non significa solo dare energia al proprio corpo. Alcune sostanze, se introdotte nella dieta, contribuiscono a migliorare le nostre funzioni cognitive. I livelli di concentrazione aumentano e permettono di essere più performanti sul piano personale e professionale.
I pesci d’acqua salata, come le sardine, il salmone o lo sgombro, sono ricchi di acidi grassi Omega-3. Questi aiutano il sistema nervoso a funzionare correttamente, mantenendo attiva la trasmissione dei segnali nervosi tra un neurone e l’altro. Per i vegetariani e vegani nessun problema: questa sostanza si trova anche nei semi oleosi come noci e lino.
Tutti gli alimenti ricchi di antiossidanti aiutano a prevenire stress ossidativo e danni neurologici. Si tratta di cibi ricchi di vitamina A, C, E. Tra questi ci sono pomodori, agrumi, kiwi e frutti di bosco. Tra questi ultimi i mirtilli aiutano a sviluppare la memoria a breve termine.
Le uova sono ricche di vitamine del gruppo B e di acido folico. Entrambe le sostanze sono in grado di prevenire l’insorgenza di ictus, Alzheimer e deterioramento cognitivo. Le stesse proprietà di trovano in alimenti come il lievito di birra secco, l’alga spirulina, le carni magre.
Studi scientifici confermano come la disidratazione abbia degli effetti negativi non solo sull’organismo, ma anche a livello cognitivo. Bere troppa poca acqua durante l’arco della giornata diminuisce la soglia d’attenzione. Si fatica, poi, ad apprendere nuovi concetti. Addirittura, per chi pratica sport, mantenere un livello basso di liquidi nel corpo potrebbe aumentare il rischio di infortuni. Quindi, prima di seguire qualunque dieta e assumere i cibi sopracitati, assicuratevi di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno!